Il Prezzo della Consapevolezza

La frizzante freschezza del mattino, con i primi timidi segni della primavera, colora il canto meditativo con i riflessi dorati dell’alba nascente.

Ad un tratto l'irrompere impaziente degli squilli telefonici trasforma la quiete mattutina in un intreccio sonoro delle voci lontane, in un sovrapporsi delle versioni contrastanti sulla notizia in arrivo.

Chiamano i parenti russi dall’Ucraina e i parenti ucraini dalla Russia. Lo schock iniziale si alterna con l’impulso di correre ai ripari, senza capire che cosa stia accadendo. L’ansia permea ogni spazio della casa diventando quasi palpabile.

E’ la mattina del 24 febbraio 2022.

Il tempo accelera mentre si cerca di trovare il fil rouge di verità in una fitta ragnatela di notizie svianti, allarmismi e scoop dei mass media in russo, ucraino, italiano e inglese.

Nelle fonti informatiche mainstream, in qualsiasi lingua, le onde di viparyaya travolgono le coscienze in una tempesta di emozioni esplosive. 

Mentre i blogger delle fonti alternative ricorrono ad un linguaggio esopico per non rimanere censurati, i notiziari ufficiali presentano lo scontro militare sul territorio ucraino come se fosse un cartone animato con i buoni e i cattivi, ignorando la complessità dello scenario geopolitico globale.

I fiumi di discussioni, di offese, di accuse reciproche, in una fitta ragnatela di fake news focalizzati sugli aspetti più macabramente “scenici” o provocatori. 

Ad uno sguardo più attento il teatro di guerra in corso rappresenta solo una parte dello spettacolo del Great Reset che prevede il processo globale volto all’interruzione dei collegamenti economici finora stabili, al controllo digitale e una graduale liquidazione della classe media che potrebbe fare domande scomode sulla creazione di una società tecnocratica di un nuovo ordine mondiale. 

La guerra ibrida incorpora diverse strategie, partendo da quelle annunciate nel 2019 dalla Rand Corporation con il nuovo piano di “un-balancing Russia», ossia il piano per costringere l’avversario a estendersi eccessivamente per sbilanciarlo e abbatterlo in campo ideologico, informativo, economico e militare.  

Il conflitto interno del governo russo con la fazione neoliberale per disparità di interessi crea un backstage bellico ancora più confondente. 

Mentre sul territorio conteso continua, con una grande sofferenza della popolazione civile, lo sterminio dei soldati russi e ucraini, sulla scena geopolitica iniziano ad emergere i principali giocatori mondiali, in lotta per il potere e per le risorse del pianeta. 

Questa “terza parte” non ha niente a che fare né con la Russia né con l’Ucraina, ma intanto nel corso degli ultimi due secoli ha imposto in tutto il mondo le proprie regole e condizioni: dai finanziamenti alla Germania nazista prima della seconda guerra mondiale, all’armamento della parte russofoba dell’Ucraina, alle attuali strategie dell’indebolimento della Russia, dell’Ucraina, dell’Europa e dell’America. 

Fintanto che continueremo a subire questi inquietanti scenari, recitando le parti assegnate dai soliti noti da tendenze asuriche, rimarremo impigliati nella rete karmica del “great reset” e in questo modo l’impostazione manipolatoria potrebbe continuare senza fine. 

I testi della Tradizione vedica ci invitano a sviluppare una visione ulteriore rispetto alla realtà mutevole della prakriti, quindi uscire da una percezione di se stessi e del mondo in un’ottica di una visione materialistica orizzontale e duale, dvandva. Questa visione  rende l’essere umano facilmente manipolabile, sempre sulla difensiva e alla ricerca dei nemici.

Le emozioni distruttive come la paura, la rabbia, l’odio restringono il campo psichico ad una sola sfaccettatura della realtà, per lo più condizionata dall’esperienza soggettiva. 

Quando il purusha, l’essere spirituale, si identifica con le onde (vritti) della psiche individuale e collettiva, assume la stessa forma o natura di queste (sarupyam), allora
non è più sé stesso ma qualcun’altro, uno straniero a se stesso, pronto a combattere fino all’ultimo sangue con i presunti nemici. In realtà lotta con le proprie conformazioni mentali emotivamente colorate. 

Come spiega in una delle lezioni recenti Marco Ferrini, fondatore e presidente dell’Università Popolare degli Studi Indovedici: “Si fa presto a dire guerra. E si fa presto anche a dire pace, ma noi dobbiamo andare oltre la belligeranza così come si presenta agli occhi e oltre il sepolcro imbiancato di falsi pacifisti. Non si ottiene nulla se la pace non la otteniamo prima dentro di noi, se non facciamo noi stessi un lavoro nel nostro cuore...aprendosi alla visione dell’Anima. Dobbiamo conoscere le basi fondamentali per la vera pace, non la pace degli ipocriti, ma la vera pace. Non dobbiamo fare la guerra agli esasperati bensì eliminare le cause della esasperazione: lo spirito bellicoso, la cui matrice  la conosciamo benissimo: è l’io empirico, l’io egoico che lotta per affermare il proprio predominio senza limiti.

Ci agitiamo quando perdiamo contatto con la nostra identità spirituale. E quando riprendiamo l’equilibrio? Quando torniamo in noi stessi “

Patanjali negli Yogasutra descrive le caratteristiche di una persona ava-sthanam: colei che è stabile nella sua propria natura spirituale, non più condizionata o confusa dal susseguirsi incessante delle vorticose ed illudenti immagini mentali, che siano prodotti dalla nostra psiche o da quella degli altri. 

La scienza vedica parla dell’ordine implicito da cui provengono le frequenze che strutturano la materia sul piano visibile. Infatti il mondo percepibile tramite la mente e i sensi è solo una parte del piano materiale dove tutto muta… tranne l'Osservatore interno. L’atman, il Sè ontologico, è avikaryah, ovvero non è soggetto ai cambimenti ma nel mondo fenomenico percepisce attraverso la psiche, mutevole e fluttuante. 

Nella Bhagavad-gita Arjuna si rivolge al Signore Krishna, desiderando di capire quella forza indomabile che spinge l'essere umano a commettere azioni distruttive, anche contro il suo volere, come se non fosse più padrone di sè.
Il Signore Supremo spiega ad Arjuna la natura di kama, la bramosia insaziabile, l’ingordigia dell’ego, nata a contatto con l'influenza materiale della passione. L’energia prorompente di kama, trasformatasi in collera a causa dell’identificazione con gli oggetti illusori del desiderio, devasta il mondo intero. 

Secondo la psicologia indovedica questo nemico devastatore si insedia nella mente, nei sensi, nell’intelletto; si cela poi nell’inconscio, e da lì, blindato dai condizionamenti, gestisce la percezione del soggetto che crede di essere autonomo nelle proprie decisioni.  

“In verità si dice che l’uomo è fatto di desiderio: ma quale è il desiderio, tale è la volontà, quale è la volontà, tale è l’azione, quale è l’azione, tale il risultato che ne consegue. 

Le fonti della Tradizione Yoga ci offrono i mezzi della conoscenza rivelata per purificare i desideri e ritrovare la libertà ontologica del Sè. 

“Come il sole, occhio dell’universo, non è tocco dalle malattie dell’occhio, che sono la di fuori di esso, così l’anima, pur stando dentro ogni creatura, non è tocca dall’angoscia del mondo, perchè è al di fuori.” 

Le guerre nascono sul campo di battaglia della psiche condizionata. 

In questa vita abbiamo l’opportunità di riconquistare la pace della nostra essenza nella Realtà, ricolma di compassione e Amore.

Il prezzo dell’autentica vittoria è la consapevolezza spirituale.

Tanya Zakharova

INFORMAZIONI DI CONTATTO

Copyright © Centro Studi Bhaktivedanta, tutti i diritti sono riservati. P.IVA 01636650507 C.F. 90021780508
Informativa su privacy e cookies